Milano era la città scelta da Lenny Kravitz per la seconda delle due date italiane del Blue Electric Light Tour. La grande rockstar americana sta girando il mondo con la sua band, in occasione dell’uscita del nuovo disco, ispirato a Prince e dalle forti sonorità rock, soul e funk. Il Lenny sessantenne è ancora un ragazzino ed è probabilmente l’ultima vera rockstar degli anni Novanta ancora integra e con un portato mondiale. Siamo stati ad ascoltarlo e vi raccontiamo com’è andata!

Apertura a tema: Durand Jones & The Indications
Io ed Emanuele arriviamo poco prima dell’apertura delle porte e siamo quindi ben piazzati sotto il palco. L’opening act sarà affidato ai Durand Jones & The Indications, con il loro soul e R&B. In realtà la band sta finendo il soundcheck proprio mentre entra il pubblico e le premesse ci sembrano buone.
Salgono sul palco in cinque alle 20 precise, con il frontman Durand Jones che regala rose bianche al pubblico, come quella presente sotto il logo della band sul leadwall. Cantano tutti e cinque e le sonorità si muovono nel terreno di artisti come Marvin Gaye, Curtis Mayfield, Isaac Hayes. Nomi che sicuramente non dispiacciono anche al nostro Lenny. Durand si presenta in canottiera bianca, pantalone beige e mega sciarpone, e ci incanta con la sua voce già alla prima nota.
Il chitarrista Blake Rhein sfoggia una bella D’Angelico rossa tra le mani, collegata ad un Fender Deluxe Reverb.
DAngelico Excel DC Trans Cherry
Fender Tone Master Deluxe Reverb
Il secondo brano, The Way That I Do, è più ritmato del primo e ci ricorda Bruno Mars. Lo canta il batterista Aaron Frazer, che nel contempo suona anche ottimamente.
“Do somebody believe in love out there?”, ci chiede Durand, mentre le luci si fanno rosse e atmosferiche grazie anche alla macchina del fumo. Siamo in pieno territorio Seventies, con il Fender Rhodes affidato a Steve Okonski che dà il colore giusto. Armonizzano ben in quattro sui ritornelli, dimostrandosi ragazzi che hanno appreso e interiorizzato alla grande la lezione del soul.
La musica non cambia anche con il brano successivo, anche se il suono super elettronico utilizzato per l’assolo di chitarra non ci fa impazzire. Il battimani del pubblico accompagnano il semplice riff che apre un altro brano cantato dal batterista. Mentre nel successivo Cruisin to the Park è il delay della chitarra a dettare legge. Intanto Durand regala altre rose bianche al suo pubblico.
È il basso Höfner a dare avvio con la batteria al brano seguente, dove la ritmica è più disco funk/acid jazz. Un po’ alla Jamiroquai, ecco perché ci piace cosi tanto. Il batterista Aaron si schiera politicamente. “We say no to fascism in USA and Europe. Today and every day we fight”, mentre Durand esplicita un’altra delle influenze del gruppo con le sue movenze alla James Brown. Si scatena talmente tanto da regalarci anche un acuto da sdraiato sul palco. Gran momento.
Anche Can’t Keep My Cool è un gran pezzo di bravura vocale, con Durand che ci invita ad abbracciare la persona a cui vogliamo più bene. Witchoo è l’ultimo brano e anche l’ultima occasione per ricevere qualche rosa in regalo dall’istrionico Durand. Un’ottima apertura per Lenny e una bella sorpresa per noi: il sound da cui è sostanzialmente partito anche la grande rockstar per 45 minuti di alto livello e grandi vibes.
Un ragazzo di sessant’anni: Lenny Kravitz
Dopo il cambio palco di routine, che fa apparire anche un’enorme batteria con un tuono sulla gran cassa, siamo pronti a sentire Lenny. Sono le 21:18 quando il Nostro emerge letteralmente da sotto il palco, proprio sulle note della titletrack dell’ultimo disco, Blue Electric Light. Imbraccia già la sua Gibson Flying V nera con hardware gold. Bring It On è il pezzo scelto per cominciare, mentre noi già iniziamo ad innamorarci di Jaz Kayser alla batteria.
Giacca di pelle nera sbottonata, occhialone d’ordinanza, rasta e pantaloni a zampa: è Lenny e ci tiene subito a farci capire cosa vuol dire essere una rockstar vera. Mentre il leadwall diventa infuocato, parte Minister of Rock ‘n Roll, quasi a confermare con un brano quanto vediamo a livello puramente estetico.
I toni rossi e blu delle bellissime luci rendono il tutto ancora più figo. Craig Ross sfoggia ora una Firebird e il brano trasuda energia.
TK421 è il primo pezzo estratto dall’album nuovo che sentiamo, e Lenny ce lo suona con una magnifica Les Paul black beauty. Ma non è tutto: per il bridge imbraccia un basso Music Man Sting Ray in finitura Natural e suona tutta la parte, mentre il sax fa il solo. Slappa e se la gode, cosa si può volere di più dalla vita quando sei uno come Lenny?
Gibson Flying V Custom EB
Gibson Firebird Platypus Ebony
Gibson LP Custom 54 Black Beauty VOS
Sterling by Music Man Sting Ray Classic 24 BSC
Always On The Run è un classicone, che in originale vantava la collaborazione con Slash: Craig sa suonare tranquillamente quella parte alla grande con una bella Les Paul sunburst e, anche con la collaborazione deI fiati, il pezzo non lascia prigionieri.
Lenny toglie l’occhiale e lancia sguardi ammiccanti a destra e a sinistra sugli spalti. Sa come farsi ben volere, legge i cartelloni del pubblico e si prende i meritati applausi. “It Is so beautiful to be back. We’re here to celebrate love. We don’t have yesterday and tomorrow, what we have is right now. I’m here to be with you and amplify love.” Ormai ha raggiunto la stadio del reverendo vero che predica.
Le Les Paul Goldtop sul palco sono due per I Belong To You, con pubblico estatico e canta convinto il ritornello. I suoni di stasera sono perfetti per tutta la band, con Lenny in formissima e preciso nelle sue parti vocali. Gran pezzo.
Anche Stillness Of Heart, una delle mie preferite, viene eseguita in modo esemplare. Craig accompagna il pezzo con una Martin D-28, mentre Lenny beve qualcosa, si rinfresca e poi lancia l’asciugamano al pubblico, già in estasi. L’apice però si raggiunge quando Lenny scende tra la folla e chiede di cantare il ritornello “FORTISSIMO”.
Per Believe anche Lenny prende un’acustica e si sposta sulla parte sinistra del palco. Il pezzo è meraviglioso e l’artista americano è veramente magnetico, almeno fino all’assolo di Craig, che con la sua Telecaster blondie a destra ci manda in paradiso. Brano stupendo.
Gibson Les Paul Standard 50s HCS
Gibson Les Paul 54 Goldtop VOS
Martin Guitar D-28
Fender Player II Tele RW WBL
L’ultima rockstar
“Grazie” ci dice Lenny, mentre si percepisce tutto il suo godimento nel prendersi gli applausi. È l’ultima vera rockstar e sa esattamente cosa si deve fare per esserlo. Ora è il momento di due canzoni estratte dal nuovo disco. Honey è la prima e ci riporta alle sonorità che hanno aperto la serata, mentre Paralyzed è super rock, e infatti rivediamo la Flying V, sfruttata da Lenny per un grande solo con wah e tanto cuore.
Low è un successo di qualche anno fa, ma è ancora tantissima roba, La Strato two tone sunburst di Craig è perfetta per la ritmica funk sul ritornello, ma è tutta la band a essere veramente ispirata. Lenny danza per tutto il brano, duettando con i fantastici coristi. Per The Chamber torna la Goldtop, mentre Lenny, oltre che cantare alla grande, balla, ondeggia, si diverte e alla fine si rilassa sugli scalini della batteria. Un figo, che gli vuoi dire? Lui lo sa eccome, ecco perché si gode ancora un altro momento per i cartelloni del pubblico. Si mette letteralmente in posa, ben consapevole del suo status di sex symbol.
Lenny però non è solo addominali e figaggine; è anche (e soprattutto) tanta buona buona musica. Ecco perché, quando si siede al piano per I’ll Be Waiting, siamo tutti pronti a lasciarci trasportare. Ballad praticamente perfetta, con il bridge intenso e sentito tipicamente Lenny e una miscela pop-rock irresistibile.
Ora presenta la band, la sua family. O almeno, ci prova, perché il pubblico gli canta Sei Bellissimo ed è costretto a fermarsi. “I don’t know what that was but I like it!”, quindi qualcuno dalle prime file gli spiega il significato. “Ahhhhhhh. You’re so beautiful”. Bel momento.
Ci avviciniamo al finale ed è quindi il momento di una carrellata di classici: It Ain’t Over ‘Til It’s Over e Again sono i primi due, prima dell’unica cover della serata: American Woman dei The Guess Who. Il muro di fumo sul palco è atmosferico e aiuta a far raggiungere livelli altissimi al momento.
Le ultime due sono delle vere e proprie bombe: Fly Away prima e Are You Gonna Go My Way poi (potete imparla qui) sono un’iniezione di puro rock anni Novanta-Duemila, con la batteria che martella e la Flying V che ha reso iconico Lenny che fanno la loro parte. Botti e pubblico scatenato fanno il resto, per il frangente sicuramente più esaltato dell’intero concerto. Pura energia.
Il bis è in realtà un ritorno alle origini. Lenny torna sul palco con un’acustica e inizia a prendicare di nuovo. “The Planet Is heading in quite challenging territory. But remember, without the darkness you can’t see the light. And love always wins”. Ci sembra Bob Marley, ma Let Love Rule è proprio il pezzo che diede il titolo al suo disco d’esordio, ed è ancora fantastico. A brano praticamente finito ecco che succede l’inaspettato: Lenny scende tra la folla e attraversa letteralmente tutto l’Unipol Forum per salutare il pubblico. Sì, è scortato e protetto, ma è una scena che sembra uscita direttamente da un film per quanto è genuina. Tutto il pubblico canta il ritornello, con la band che jamma sul palco, mentre Lenny stringe mani, abbraccia bambini, accenna ancora qualche preghiera. Il tutto diventa una sorte di messa, accompagnata da Let Love Rule come spiritual. Mito totale.
Dopo 2 ore di concerto e questo quarto d’ora di fuori programma, Lenny ci manda a casa convinti di aver visto davvero una rockstar. Il concerto è stato magnifico e l’artista americano è più in forma che mai. Siamo convinti che ha ancora tantissimo da regalarci e di certo con lui il rock è ancora vivo e vegeto.
Scaletta – Lenny Kravitz
- Bring It On
- Minister of Rock ‘n Roll
- TK421
- Always on the Run
- I Belong to You
- Stillness of Heart
- Believe
- Honey
- Paralyzed
- Low
- The Chamber
- I’ll Be Waiting
- It Ain’t Over ‘Til It’s Over
- Again
- American Woman
- Fly Away
- Are You Gonna Go My Way
- (bis) Let Love Rule
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